Dopo aver organizzato per circa 15 anni manifestazioni cicloturistiche, come Associazione Sportiva Dilettantistica “Giro delle Cerbaie”, ci siamo posti l’obbiettivo di organizzare nell’autunno 2026 due gare di ciclocross. Questa disciplina prevede un percorso ad anello fuoristrada, tracciato principalmente in campi e piccoli boschetti con fondo in terra battuta. La lunghezza di un percorso di ciclocross è solitamente compresa tra 2 e 3,5 km, con un minimo di 2 km e una lunghezza raccomandata di 2,5 km per le competizioni federali.
Potendo contare su una solida e duratura collaborazione con la Pro Loco e
l’Avis di Staffoli, le gare di ciclocross avrebbero come punto di partenza e di
arrivo il Centro Avis di Staffoli, sfruttando così le strutture per la
logistica organizzativa delle manifestazioni. Per questo, è logico e naturale
andare a ideare e tracciare un percorso nei campi attigui al Centro Avis, in
parte di proprietà del comune di Santa Croce sull’Arno e in parte della
Parrocchia di Staffoli.
La tracciatura del percorso è senza dubbio la parte più laboriosa degli eventi,
e consiste prima nella pulizia dei terreni sui quali insiste l’anello di gara e
poi nella piantumazione di paletti in legno che sosterranno nastri e corde per
delimitare il tracciato.
Figura 1 - Esempio di picchettatura e delimitazione del percorso
Dopo aver studiato una bozza del percorso confrontandoci
anche con organizzatori di altre manifestazioni e dopo aver visionato altre
realtà presenti nel nord Italia, abbiamo deciso di porci un obbiettivo più
ambizioso: la realizzazione di un Bike Park, con una pista di ciclocross
permanente da utilizzare tutto l’anno attraverso la condivisione degli spazi
del tracciato con altre realtà sportive della zona.
IL CONTESTO
L’area oggetto del nostro
progetto è una zona periurbana dell’abitato di Staffoli, nel comune di Santa
Croce sull’Arno, in provincia di Pisa. L’adiacenza alle strutture del centro
Avis e del campo sportivo rende l’area estremamente idonea al nostro progetto.
In un successivo paragrafo analizzeremo più dettagliatamente lo stato attuale
dei terreni di quest’area che abbiamo individuato e che nella foto sottostante
abbiamo delimitato con una linea rossa.
Figura 2 L'abitato di Staffoli e l'area del progetto (in rosso)
IL PROGETTO
Come
accennato sopra, in altre realtà in Italia (e in moltissime all’estero)
esistono esempi di bike park permanenti. Questi offrono la possibilità agli
appassionati di potersi allenare in tutta tranquillità lontano dai pericoli
della strada, sfruttando così l’impianto sportivo durante tutto l’anno e non
solo durante le manifestazioni ivi organizzate. Questo risulta un elemento
fondamentale soprattutto per le squadre giovanili di ciclismo fuoristrada,
destinatarie principali del nostro progetto, con le quali avremmo piacere di
instaurare collaborazioni in modo da permettere ai bambini, ai ragazzi o
comunque tutti gli amatori regolarmente tesserati di potersi allenare sul
tracciato da noi ideato.
Il percorso oltre alla pratica del ciclocross potrebbe essere anche sfruttato
per la corsa campestre ed essere messo a disposizione delle scuole del
comprensorio per ampliare l’offerta formativa dei programmi scolastici sportivi.
L’impianto sarebbe in questo modo attivo durante tutto l’anno, potenziando l’offerta
delle attività sportive a Staffoli grazie alla condivisione degli spazi con
altre associazioni.
Il nostro progetto prevede quindi lo studio e la realizzazione di due percorsi
ben distinti: uno, più breve, di tipo permanente e un altro provvisorio che,
assieme a quello permanente, nelle giornate di gara sarà utilizzato
esclusivamente per le manifestazioni agonistiche, che contiamo di organizzare
nel numero minimo di 1 all’anno.
Seguono le immagini delle bozze di due varianti del percorso. La prima (Fig. 3),
dove il percorso è colorato totalmente in rosso, si riferisce al percorso
permanente.
Figura 3 Il percorso permanente
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Nella figura 4 invece la bozza del percorso durante le gare, dove viene sfruttata la parte di tracciato permanente (in rosso) a cui poi viene aggiunta un’altra parte (in giallo) per allungare il percorso in modo da raggiungere i requisiti di lunghezza minima previsti dai regolamenti federali.
Figura 4 Percorso durante le gare
LE FASI DEL PROGETTO
Fase 1 – Individuazione
dei terreni destinati al passaggio del percorso
Dopo aver studiato una prima bozza del percorso di gara e del percorso
permanente, abbiamo individuato catastalmente le particelle interessate dal
progetto. Evidenziate in rosso le particelle oggetto del percorso permanente,
in giallo quelle relative alle sole giornate di gara.
Figura 5 Immagine
aerea con le particelle catastali menzionate
Fase 2 – Ricognizione sul posto e valutazione dello stato
attuale dei terreni
La superficie interessata dal nostro progetto si estende su un’area di
circa 3.3 ettari.
Attualmente lo stato dei terreni oggetto della bozza dei percorsi si presenta
estremamente eterogeneo, marcando una spiccata diversità fra le varie
particelle catastali e, spesso, anche all’interno delle stesse. Fatta
esclusione delle zone attrezzate ad attività sportive e ricreative, rispettivamente
dal GS Staffoli e dall’Avis di Staffoli, la condizione più diffusa delle
particelle esaminate è di totale abbandono da svariati anni. I terreni una
volta seminativi sono adesso ricoperti da rovi alti fino a 2 metri e
interessati generalmente anche da una copiosa crescita di specie arbustive e
arboree tale da rendere impossibile l’attraversamento dei campi se non con
mezzi forestali.
Tuttavia, alcune zone si presentano in stato decisamente migliore a seguito
della pulizia annuale che viene svolta prima di ogni estate.
Essendo la zona scoscesa verso nord, sono presenti diversi cigli e piccole
scarpate che risultano anche questi essere in stato di totale incuria.
In generale quindi, ricavare un percorso in terra battuta all’interno di questi
appezzamenti richiede un ingente intervento di pulizia da effettuare con mezzi
agricoli e forestali. Sul totale della superficie, questi interventi riguarderebbero
2.2 ettari dei 3.3 complessivi.
Figura 6 Lo stato
attuale della particella 1623
Figura 7 Lo stato
attuale della particella 1625
Fase 3 – Contatti con i proprietari dei terreni e
stipulazione di accordi per la gestione degli stessi
Una volta individuate le proprietà interessate dal progetto e valutato lo
stato attuale dei terreni, il nostro obbiettivo è quello di contattare i proprietari
e/o gestori degli stessi per chiedere l’autorizzazione a utilizzare i loro
campi per le gare in programma nell’autunno 2026.
Se l’accordo troverà esito positivo sarà nostra premura provvedere alla pulizia
delle zone interessate al passaggio del percorso, con spese tutte a carico
nostro.
Essendo però il nostro progetto a lunga gittata e non limitato alle sole due
gare del 2026, proveremo anche a trovare un accordo che ci possa permettere di
gestire i terreni in un arco temporale più lungo. Ciò ci consentirebbe di poter
lavorare con continuità anche negli anni seguenti, riuscendo così a intervenire
con operazioni di pulizia in tutta l’area e fornendo manutenzione costante al
percorso ormai tracciato, mettendolo a disposizione degli appassionati e delle
scuole di ciclismo.
Fase 4 – I lavori sul campo, Dettaglio e tempistiche
Una volta ottenuto il via libera per l’utilizzo dei terreni, la fase
successiva è logicamente quella degli interventi sul campo. Trattandosi di una
superficie molto vasta e di difficile pulizia, le operazioni per la tracciatura
del percorso saranno piuttosto lunghe, complesse e costose. Per questo motivo
abbiamo stilato un programma di pulizia straordinaria e di manutenzioni che si
articola in 3 stadi:
·
Stadio 1: Nella prima fase di lavori
(2025-2026), ci concentreremo esclusivamente alla tracciatura del percorso,
limitando l’intervento di pulizia al sedime del tracciato e alla fascia
perimetrale dello stesso. Una volta ricavato il percorso, lo manterremo pulito
con frequenti passaggi con il trattore attrezzato di trinciastocchi. Nel mese
precedente la prima gara inizieremo poi a piantare i paletti in legno che
delimiteranno la pista, stendere i nastri di segnalazione e apporre l’apposita
segnaletica in base alle norme federali.
·
Stadio 2: La seconda fase degli interventi sul
campo riguarderà gli anni 2026-2027. Una volta che la pista sarà tracciata e
pulita, proseguiremo i lavori di pulizia straordinaria dei terreni partendo
dalle zone più complesse. Forniremo manutenzione costante alle zone già
liberate dai rovi e garantiremo la percorribilità della pista durante tutto
l’anno.
·
Stadio 3: Per gli anni 2027-2028, con l’ultima
fase dei lavori di pulizia arriveremo alla completa riqualificazione dell’area.
In generale, i lavori per la realizzazione della pista sono
totalmente di tipo agricolo-forestale e consistono nella rimozione della
vegetazione spontanea che nel corso degli anni ha ricoperto queste superfici
che fino alla fine degli anni ’80 venivano regolarmente coltivate.
Sostenibilità economica: il progetto da noi elaborato prevede una prima
fase in cui le spese maggiori deriveranno dall’acquisto di carburante per i
mezzi agricoli di cui privatamente disponiamo, dall’affidamento a contoterzisti
per la pulizia delle zone più impervie e dall’acquisto di attrezzature per l’allestimento
del percorso.
Alcune aziende del territorio hanno già manifestato la volontà di sostenere
economicamente la nostra iniziativa. Ci impegneremo nel trovare altre realtà
intenzionate a investire nel progetto e organizzeremo un raduno cicloamatoriale
nei pressi dell’area interessata per raccogliere fondi.
La manutenzione ordinaria della pista, una volta realizzata, sarà facilmente
gestibile sia negli interventi che nei costi, ascrivibili principalmente in
carburante per il taglio dell’erba e nell'acquisto di materiale per migliorare l'impianto.
Sostenibilità ambientale: la presenza di un’area in
stato di abbandono all’interno dell’abitato di Staffoli non costituisce certo
un bel biglietto da visita per la zona. Anzi, diventa un pericolo in
determinate situazioni come quando qualche anno fa un incendio interessò i
campi da noi attenzionati e arrivò a lambire le case di via Ferretto.
La crescita rigogliosa della vegetazione spontanea, pur essendo un problema per
l’accessibilità e l’utilizzo dei terreni interessati, rappresenta anche una
opportunità dal punto di vista ambientale. Non tutta la vegetazione che vi è
nata è di tipo infestante, ma anzi alcune specie sono particolarmente di pregio
ad esempio i numerosi esemplari di Quercus cerris (Cerro), Quercus
ilex (Leccio) o Fraxinus ornus (Orniello). Il nostro obbiettivo è
quello di preservare queste specie e favorirne la crescita soprattutto in
prossimità dei cigli per rafforzarne la tenuta e creare un ambiente simile a un
grande parco.
Sostenibilità sociale: una volta che saranno
terminati gli interventi per il ripristino totale dell’area e la pista di
ciclocross sarà stabilmente operativa, Staffoli potrà vantarsi di avere una
zona sportiva multidisciplinare di rara estensione. Assieme alla palestra
comunale di Via Milano e al campo sportivo di Via Foscolo, costituirà un
complesso sportivo vasto e adatto ad accogliere eventi sportivi di ogni genere,
valorizzando così l’intero abitato di Staffoli.





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